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Forse nessuno sa che nel Montefeltro oltre alla presenza di trote fario esistono dei torrenti, con delle popolazioni di iridee, che si riproducono spontane amente. Da sempre snobbata dai pescatori e dagli studiosi e associata esclusivamente alla trota da laghetto negli ultimi anni la trota iridea sta recuperando terreno e catalizzando l'interesse degli esperti del settore. Non esiste, per ora, uno studio approfondito su questo pesce sul suolo italiano, ma soltanto tante piccole realtà che aspettano solo di essere analizzate. L'opinione dei ricercatori del settore è che ci troviamo di fronte ad una specie alloctona potenzialmente dannosa da non rivestire un interesse tale da giustificare degli studi a proposito, ma questa idea sta pian piano scomparendo.
Gli stock allevati in acquacoltura sono il risultato di un secolo di ibridazioni tra vari stock nordamericani appartenenti anche a specie diverse e si pensava che questo avesse portato ad una sterilità totale del ceppo presente in Italia. Si pensa che le poche popolazioni "wild" che si riscontrano sul nostro territorio siano quelle di ceppo puro importate in Italia non successivamente agli anni settanta. Negli ultimi anni sempre più segnalazioni arrivano da tutto il territorio nazionale, a partire dal Trentino Alto Adige fino ad arrivare alla Sicilia, dove sembrano esistere tante piccole popolazioni selvagge di questo pesce.
Ad oltre 20 anni dall’effettuazione delle ultime immissioni di trota iridea sul nostro territorio, anche noi nel Montefeltro, nella Alta Val Marecchia, abbiamo delle popolazioni articolate in 4 classi di età con una presenza davvero cospicua di esemplari della classe zero. Le livree sgargianti degli esemplari in frega, i colori degli avannotti, il loro habitat e tanto altro cercheranno di far apprezzare questo fantastico pesce che popola da oltre un secolo le acque del Montefeltro.